Massimiliano Olivero
Vietato Mollare
Una canzone comica e pop-rap su una corsa disperata verso il bagno, tra finta eleganza, incontri imbarazzanti e panico trattenuto.
Testo
Cammino piano, con passo leggero
Ma all’improvviso mi faccio più serio
Un piccolo sbuffo, un suono ovattato
Trattengo il respiro, mi sento spacciato
Entro in piazza, ostento allegria
Sperando che il dramma se ne voli via
Saluto il barista, sorriso tirato
E cerco un bagno ma è sempre occupato
Chiedo un caffè con tono garbato
Lui sbaglia il conto, comincia da capo
Io dico “va bene”, ma cambio colore
Fingo la calma con grande dolore
Dice “Stai bene? Ti vedo sudare”
E io che mi sforzo di dissimulare
Faccio il duro, mi do un gran contegno
Ma il corpo si muove come un congegno
Piano piano, sorrido a denti stretti
Cammino rigido tra mille difetti
Dico “Che calma!”, mi mostro elegante
Eppure la stiva si fa assai pesante
Stringo le mani, sudando a cascata
Sognando la fine di questa giornata
Fingo interesse per un manifesto
Cercando rifugio, e pure al più presto
L’ascensore va su, lentissimo e stanco
Io guardo la porta e divento più bianco
Un lungo percorso mi aspetta al piano
Il vicino mi nota da molto lontano
Faccio un sorriso da bravo attore
Mentre combatto col sordo rumore
Un colpo di tosse sempre più forte
Sperando di trarre in inganno la sorte
Scelgo le scale, la via si fa dura
Incontro il portiere che gran figura
Mi parla del sole, mi blocca la strada
Io prego nel cuore che liscia mi vada
Sposto la borsa, nascondo l'affanno
Ma sento l'arrivo di un tragico danno
Lui mi saluta, mi stringe la mano
Rispondo a fatica, fissando lontano
Mi dice “La vedo davvero provato”
Gli dico “È lo stress che mi ha un po' sfiancato”
La diga vacilla, l'allarme è scattato
Un mezzo starnuto e son bell'e fregato
Piano piano, sorrido a denti stretti
Cammino rigido tra mille difetti
Dico “Che calma!”, mi mostro elegante
Eppure la stiva si fa assai pesante
Stringo le mani, sudando a cascata
Sognando la fine di questa giornata
Fingo interesse per un manifesto
Cercando rifugio, e pure al più presto
Trenta metri alla meta, un percorso letale
Cammino sull'orlo di un dramma fatale
Se mollo la presa, finisce la gloria
E un tragico epilogo avrà questa storia
Piano piano, sorrido a denti stretti
Cammino rigido tra mille difetti
Dico “Che calma!”, mi mostro elegante
Eppure la stiva si fa assai pesante
Stringo le mani, sudando a cascata
Sognando la fine di questa giornata
Fingo interesse per un manifesto
Cercando rifugio, e pure al più presto
Faccio un balzo, la porta è vicina
La chiudo a chiave, la mossa è divina
Tiro un sospiro, mi godo il momento
E libero alfine... il mio gran tormento
Ma all’improvviso mi faccio più serio
Un piccolo sbuffo, un suono ovattato
Trattengo il respiro, mi sento spacciato
Entro in piazza, ostento allegria
Sperando che il dramma se ne voli via
Saluto il barista, sorriso tirato
E cerco un bagno ma è sempre occupato
Chiedo un caffè con tono garbato
Lui sbaglia il conto, comincia da capo
Io dico “va bene”, ma cambio colore
Fingo la calma con grande dolore
Dice “Stai bene? Ti vedo sudare”
E io che mi sforzo di dissimulare
Faccio il duro, mi do un gran contegno
Ma il corpo si muove come un congegno
Piano piano, sorrido a denti stretti
Cammino rigido tra mille difetti
Dico “Che calma!”, mi mostro elegante
Eppure la stiva si fa assai pesante
Stringo le mani, sudando a cascata
Sognando la fine di questa giornata
Fingo interesse per un manifesto
Cercando rifugio, e pure al più presto
L’ascensore va su, lentissimo e stanco
Io guardo la porta e divento più bianco
Un lungo percorso mi aspetta al piano
Il vicino mi nota da molto lontano
Faccio un sorriso da bravo attore
Mentre combatto col sordo rumore
Un colpo di tosse sempre più forte
Sperando di trarre in inganno la sorte
Scelgo le scale, la via si fa dura
Incontro il portiere che gran figura
Mi parla del sole, mi blocca la strada
Io prego nel cuore che liscia mi vada
Sposto la borsa, nascondo l'affanno
Ma sento l'arrivo di un tragico danno
Lui mi saluta, mi stringe la mano
Rispondo a fatica, fissando lontano
Mi dice “La vedo davvero provato”
Gli dico “È lo stress che mi ha un po' sfiancato”
La diga vacilla, l'allarme è scattato
Un mezzo starnuto e son bell'e fregato
Piano piano, sorrido a denti stretti
Cammino rigido tra mille difetti
Dico “Che calma!”, mi mostro elegante
Eppure la stiva si fa assai pesante
Stringo le mani, sudando a cascata
Sognando la fine di questa giornata
Fingo interesse per un manifesto
Cercando rifugio, e pure al più presto
Trenta metri alla meta, un percorso letale
Cammino sull'orlo di un dramma fatale
Se mollo la presa, finisce la gloria
E un tragico epilogo avrà questa storia
Piano piano, sorrido a denti stretti
Cammino rigido tra mille difetti
Dico “Che calma!”, mi mostro elegante
Eppure la stiva si fa assai pesante
Stringo le mani, sudando a cascata
Sognando la fine di questa giornata
Fingo interesse per un manifesto
Cercando rifugio, e pure al più presto
Faccio un balzo, la porta è vicina
La chiudo a chiave, la mossa è divina
Tiro un sospiro, mi godo il momento
E libero alfine... il mio gran tormento
Ispirazione
Vietato Mollare è una canzone comica che racconta in modo esagerato la frenesia di cercare un bagno. Il protagonista, tra tensione e ironia, affronta situazioni imbarazzanti e ostacoli quotidiani, mantenendo un contegno forzato mentre la sua urgenza cresce. Con un ritmo pop-rap coinvolgente, il brano gioca con la comicità fisica e l'autoironia, culminando in un finale "liberatorio".
Release info
Data pubblicazione
09/06/2026
Durata brano
03:34
Genere
Novelty pop-rap, comedic hip-hop
Lingua
Italiano
Album / singolo
Vietato Mollare